Da più di 50 anni, esclusivamente al servizio della Comunità1947Incomincia l'emigrazione del dopoguerra. Gli italiani a Bienne sono appena 800, quasi tutti del Nord, manodopera spesso altamente specializzata, che verrà in seguito riassorbita dall'industria nazionale. I missionari italiani sono ancora pochissimi e la loro attività si concentra nelle grandi città. Per la città di Bienne e dintorni solo tre sacerdoti. Di essi solo Don Bové conosce l'italiano. È normale che gli italiani si rivolgono a lui per i loro piccoli e grandi problemi d'emigranti e per l'assistenza spirituale. È così che ha inizio il suo lavoro tra gli operai di Bienne. La Santa Messa si celebra per loro due volte al mese. Gite domenicali, riunioni con i giovani, visite agli ammalati, incontri nelle sale dello Schweizerhof, corsi di francese (dati dallo stesso Don Bové) e molte belle serate familiari e teatrali nella sala del "Jura". Tutto questo in uno squisito clima familiare ancora rimpianto dai pochi superstiti di quegli anni lontani. 1956Erezione della Missione Cattolica Italiana di Bienne a Missione cum cura animarum. Un riconoscimento che viene a coronare una già lunga attività tra gli emigrati. Don Bové si può dedicare esclusivamente agli italiani di cui è parroco e chiama a collaborare con lui Don Bruno Miccossi. Questi con le sue doti d'intelligenza e di dinamismo organizzativo si inserisce felicemente nella vita della Missione. L'erezione canonica della Missione non cambia nulla alla sua struttura. Ecco spiegata la posizione unica della Missione di Bienne, che pur essendo autonoma fa parte della Kirchgemeinde (Parrocchia generale) come le altre parrocchie indigene. Questo per lo sviluppo della Missione fu provvidenziale. 1958È un momento difficile. Gli italiani a Bienne aumentano vertiginosamente : circa 5'000. Il flusso degli emigranti giunge disordinato, incontrollabile, giustificato solamente dalla continua richiesta di manodopera dell'industria locale in pieno "boom". Se per un migliaio di italiani poteva bastare lo studio di Don Bové e poi le sale messe a disposizione nella casa parrocchiale, per la nuova massa occorrevano locali nuovi. La Missione non si lascia prendere alla sprovvista. Don Bové studia con la commissione parrocchiale la situazione. 1959Acquisto della struttura del Gottardo (a Bienne). Lavori di transformazione sono subito eseguiti. Cifre grosse, ma finalemente una nuova sede! Apertura del Segretariato, e presa di possesso della nuova canonica al tredicesimo piano di un grattacielo. 1961Apertura dell'asilo in locali provvisori. Il nuovo asilo è pronto nel 1963. 1962Apertura del Nido dietro "la Cité Marie". Apertura della scuola italiana "Alessandro Manzoni" dapprima con due classi ospitate alla sede della Missione, poi con cinque classi in aule messe a disposizione dalla Città di Bienne nelle scuole comunali. Tutte realizzazioni urgenti, di una importanza sociale indiscutibile, e per le quali la Missione in collaborazione con la Parrocchia generale non ha esitato a sacrificare denaro e fatiche. 1971Nasce il Consiglio pastorale di Missione. 1973L'amministrazione della MCI passa alla Parrocchia generale come le altre parrocchie svizzere. 1975Nasce il Consiglio di amministrazione di Missione. La Missione Italiana si trasferisce in Rue de Morat 50. ![]() 25 Marzo 2007Festa d’apertura del 60 ° giubileo di Fondazione della MCI
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